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 In occasione della particolarissima Giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle Donne,

 la Classe 3^BSIA, durante le ore di Lingua e Letteratura Italiana tenute dal Prof. Giuseppe Manco, ha trattato le seguenti attività:

  1. a) La Scuola Poetica Siciliana e Iacopo da Lentini;
  2. b) Lettura e commento del sonetto di Iacopo da Lentini “Amor è un desio che ven da core”;
  3. c) Contestualizzazione e attualizzazione del concetto di Amore;
  4. d) Dibattito in classe (Debate) con tesi e antitesi a confronto;
  5. e) Lettura di un articolo giornalistico a sfondo tematico.
  • Preambolo culturale: la Scuola Poetica Siciliana e Iacopo da Lentini

 

La denominazione di Scuola Poetica Siciliana indica un movimento letterario che, durante i primi tre quarti del XIII secolo, dà luogo a una vasta produzione lirica in volgare. Il centro culturale di tale esperienza letteraria è la corte di Federico II di Svevia, re di Sicilia e imperatore tedesco. Detto “meraviglia del mondo” per il suo immenso potere e per lo splendore della sua corte, poliglotta e grande mecenate, è il fondatore della prima università statale italiana, quella di Napoli (1224). La Magna Curia, cioè la Grande Corte di Federico II, a Palermo, si configura così come il più vivace centro “cortese” grazie al multiculturalismo e al multilinguismo dei suoi avventori, funzionari e uomini di cultura. C’è da dire che, quando Federico II giunge in Italia, accompagnato da trovatori, conosce già il tedesco, il francese, il latino e si appresta a imparare l’arabo e il greco; inoltre impara il volgare siciliano illustre che gli permetterà di avviare a corte la nuova produzione poetica, ispirata ai modelli provenzali. Dunque, i poeti federiciani sono prima di tutto funzionari, notai, segretari, giudici o magistrati per i quali l’attività poetica rappresenta svago ed evasione dalla realtà. Al centro dei loro componimenti c’è quasi sempre la figura femminile, “signora” del poeta in una dimensione interiore; ragion per cui tutta l’espressione lirica è spesso costituita da una meditazione sulla natura, della quale la Donna è creatura..

Tra i siciliani della corte federiciana ricordiamo Stefano Protonotaro, Pier delle Vigne e soprattutto Iacopo da Lentini, autore di un canzoniere composto da una quarantina di testi, tra canzoni, sonetti e tenzoni. Ci ha colpito in modo particolare un sonetto che fa parte di una tenzone, cioè di un dibattito in versi , tra l’autore e altri due poeti della medesima scuola, Iacopo Mostacci e Pier delle Vigne. Oggetto del dibattito è la natura dell’amore  e della sua stessa fenomenologia. Insomma, i tre verseggiatori si chiedono: ”Da cosa  nasce Amore?” “E cosa lo alimenta?”. 

  • Lettura, parafrasi e commento testuale

Scrive, infatti, Iacopo da Lentini……

Amor è un desio che ven da core

Amor è un desio che ven da core

Per  abondanza di gran piacimento;

e li occhi in prima generan l’amore

e lo core li dà nutricamento.

Ben è alcuna fiata om amatore

senza veder so’namoramento,

ma quell’amor che stringe con furore

da la vista de li occhi à nascimento.                                          

Che li occhi rapresentan a lo core

d’onni cosa che veden bono e rio,

com’è formata naturalemente;

e lo cor, che di zo è concepitore,

imagina, e piace quel desio:

e questo amore regna fra la gente.

 

Parafrasi

 

L’amore è un desiderio che nasce dal cuore

per un eccesso di piacere; in prima istanza

sono gli occhi a generare l’amor

e poi il cuore gli dà nutrimento.

 

Certamente talora qualcuno si innamora

senza aver mai visto l’oggetto del suo amore,

ma l’amore più tenace, quello che stringe

con più forza, ha origine dagli occhi.. 

Ciò avviene poiché gli occhi presentano

al cuore gli aspetti positivi e quelli negativi

di ogni cosa che vedono,

così  come essa è stata creata dalla natura; 

e il cuore, che riceve tali impressioni,                                                           

fantastica attorno all’immagine

che gli occhi gli hanno trasmesso,

e quel desiderio è piacevole:

è questo il tipo d’Amore che regna tra la gente.

 

 

Come si può notare, il poeta non si concentra tanto sul significato dell’Amore quanto sui suoi modi del nascere e manifestarsi,  in un incontro diretto e ravvicinato tra amante e amata. La concezione dell’Amore  è sensoriale e nello stesso tempo mentale. Il poeta descrive tutta una serie di emozioni che viene provocata dall’incontro con la donna dei propri sogni e sottolinea quanto sia importante in un amore perpetuo la vista, il primo sguardo e il “colpo di fulmine”. (Andrea Giorgino, 3^B SIA). Infatti, l’amore non può prescindere dalla vista della persona amata, nonché dallo stesso cuore che continuamente lo alimenta e lo accresce. (Lucia Niso, 3^B SIA).  

  • Contestualizzazione e attualizzazione del concetto di “ Amore” e di “Amare”.
  • Lettura di un articolo di giornale.
  • Dibattito in classe con il coinvolgimento di tutti gli alunni (Debate).

 

Cos’è l’Amore? Senza troppo pensare tutti risponderebbero che è un sentimento; in realtà l’amore è qualcosa di complesso che non può essere spiegato razionalmente. L’amore, quello vero e profondo, quello che domina l’uomo, è una forza incontrollabile che spesso rende vulnerabili. Insomma, per amore si soffre, ma senza di esso non si può vivere. Proprio per questo dobbiamo superare la paura delle cosiddette “ferite d’amore”, perché amare significa correre il rischio più grande di tutti, significa mettere il proprio futuro e la propria felicità nelle mani di un altro, ovvero consentire a se stessi di fidarsi senza riserve. (Lucia Niso, 3^B SIA).

Saper amare consiste nel lasciare che gli altri siano come vogliono essere. Ogni persona ha il diritto di percorrere la propria strada, di scegliere e pensarla a modo proprio. Ha il diritto anche di sbagliare, senza per questo pagare lo scotto. Troppo spesso ci convinciamo che amare qualcuno significhi semplicemente dimostrare il nostro affetto con attenzioni possessive e parole. Pensiamo che saper amare significhi dare tutto quello che gli altri desiderano. In realtà, il vero amore inizia molto prima, inizia dentro di noi con la totale accettazione di quello che è l’Altro, di quello che è l’Altra. Il vero amore non conosce limiti. L’amore deve vincere su tutto, soprattutto sull’odio. (Riccardo Piscopo, 3^B SIA).

Purtroppo, molto spesso, oggi sentiamo in documentari TV o al telegiornale casi di mogli uccise dai propri mariti, giovani ragazze stuprate, maltrattate. I sondaggi ci dicono che muore una donna ogni 72 ore. E’ assurdo morire d’amore o per amore. E’ una contraddizione in essere, Amare e Morire! La donna va trattata con estremo rispetto. Ogni donna, come ogni essere, ha diritto alla propria libertà, alla propria dignità e al proprio orgoglio. Se l’orgoglio lo tengono gli uomini, perché non dovrebbero averlo anche le donne? Molte volte l’uomo, considerando la bellezza di una donna, pensa che sia oggetto di sua proprietà, quando in realtà non è affatto così. L’amore è qualcosa di bellissimo e, per certi versi, continua a popolare il mondo, ma se quell’amore deve sfociare in violenza, in mancanza di rispetto, in superiorità e dominio sull’altro, beh, forse è meglio che non ci sia. Occorre, dunque, amare e apprezzare la Donna come una delle tante meraviglie del creato. (Andrea Giorgino, 3^B SIA).

 

Dunque, per fortuna, ci sono persone che continuano ad amare ogni singolo granello di sabbia sull’asfalto e ogni piccolo angolo di cielo che riflette sul mare. Ogni donna che l’uomo pretenda di amare. Sono queste le persone che amano davvero, coloro che non giudicano, coloro che amano senza urlare e senza menare. Sono queste le persone che scavano a fondo per ritrovare il vero senso di se stesse e degli altri, oltre i pregi oltre i difetti. Oltre la rabbia, oltre le umane debolezze. (Giuseppe Toma, 3^B SIA).

                              

 

THE END

 

 

 

 

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